1914/1915
Il numero dei Soci e’ quasi raddoppiato. L’attività della Croce Bianca si espande e si rafforza. Il verbale del 31 maggio 1915 si apre però con una nota non lieta: “…Il Presidente, dolente che gran parte dei militi non abbiano potuto prendere parte all’Assemblea straordinaria perchè partenti o partiti per il Fronte, invia loro un fervido saluto ed augurio di ogni bene…” Parte dei militi però non ritornarono dal Fronte. Una lapide posta all’ingresso della Sede “ne addita i nobili esempi ai posteri“ e ne ricorda i nomi. Il vessillo che quei militi, caduti combattendo, videro inaugurare li saluta ogni volta che rientra in Sede. Gli anziani e coloro che sono rimasti però si rimboccano le maniche. Nello stesso verbale troviamo vive raccomandazioni da parte dei Soci per il “…riordinamento e la ricostruzione delle squadre onde poter fronteggiare eventuali bisogni…” e la delibera per l’acquisto del “Carro Lettiga a cavallo“. Forte di tale riordinamento e delle nuove attrezzature la Croce Bianca di Albenga è già in grado il 22 luglio 1915 di offrire materiale e militi per il trasporto dei soldati feriti od ammalati, reduci dal fronte ed avviati ai nostri ospedali.

3 Marzo 1918
Nel verbale della stessa data si rileva un ringraziamento a nome della Croce Rossa Nazionale, per l’aiuto prestato dalla nostra Croce Bianca di Albenga in ogni occasione e “…specialmente nel soccorso dato ai poveri naufraghi vittime dei barbari siluramenti lungo la nostra costa…”.

21 Aprile 1919
“…Per economizzare le spese nell’accesso nei Comuni vicini…” si delibera l’acquisto di una autolettiga, senza attendere il concorso degli oblatori. Nel verbale vi è anche un’altra notizia interessante, la proposta di un Socio “…che nella premiazione dei militi sia distribuito soltanto il diploma e di omettere la distribuzione delle medaglie per ragioni di economia…”. I militi ritenevano l’acquisto dell’autolettiga più importante delle medaglie.

1920/1921/ 1922
Continua l’attività con il solito spirito di abnegazione. Nel 1922 inizia la discussione per la costruzione di una sede ritenuta oramai necessaria per le varie attività dell’Ente. Il Comune non rimane sordo alle richieste della Croce Bianca e con atto magnanimo dona all’Ente il terreno dove possa sorgere la Sede. I militi danno mano ai badili, picconi, cazzuole ed altri arnesi sacrificando le ore libere ed iniziano la costruzione della Sede Sociale che, ancora oggi, possiamo ammirare.